Emergenza sbarchi: centri di accoglienza, ok, ma come andrà a finire?

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Emergenza sbarchi: centri di accoglienza, ok, ma come andrà a finire?

Messaggio  Domsky il Dom Ott 12, 2008 10:05 am

Rispetto allo scorso anno, sono nettamente aumentati i richiedenti asilo, in particolare somali, a scapito di una sempre minore presenza di marocchini, egiziani e tunisini sulle barche al largo di Lampedusa.

Per far fronte all'incremento delle richieste d'asilo, negli ultimi mesi il governo ha aperto in tutta Italia 44 nuovi centri di accoglienza.

Oltre duemila persone sono state ospitate in alberghi, vecchie proprietà del demanio e strutture private. Tutte appaltate al terzo settore.

I 2.471 posti disponibili nei nuovi centri, si vanno ad aggiungere ai 4.169 dei 10 centri di prima accoglienza (Cpsa-Cda) e ai 980 posti dei sei centri di accoglienza per richiedenti asilo (Cara).

Le Prefetture rimborsano una quota di circa 50 euro al giorno per ogni ospite. Più o meno il doppio di quanto lo Stato paga (25-30 euro al giorno a persona) alle associazioni e ai 120 comuni che aderiscono allo Sprar, il Sistema di protezione per richiedenti asilo e rifugiati che accoglie una parte dei rifugiati, dopo il riconoscimento del loro status.

Non sempre la qualità dei nuovi centri è buona. È il caso dei 117 richiedenti asilo ospitati durante l'estate nei locali della scuola alberghiera di Aviano, in provincia di Pordenone, e poi sfrattati a inizio settembre prima che ricominciassero le lezioni.

E non sempre le comunità locali mostrano solidarietà. Come a Sant'Angelo di Brolo, in provincia di Messina, dove lo scorso 16 settembre l'arrivo di un centinaio di richiedenti asilo ha scatenato le proteste dei residenti, che hanno tentato di bloccare l'autobus con a bordo gli stranieri.

Nel futuro come andrà a finire?

Se verranno apertte le frontiere è facile immaginarsi che milioni di immigrati cerheranno di entrare.

Il bilancio dello stato permetterà di aprire ogni anno una quarantina di nuovi centri di accoglienza?

Secondo me si dovrebbero cominciare a costruire un migliaio di strutture tipo villaggi vacanze, casermoni, astronavi, con lo scopo che siano completamente autosufficienti, quindi con serre di produzione agricola, free energy, in modo da formare delle vere e proprie comunità autonome.

Poi sulla spinta riproporre il modello nei loro paesi di origine.

Sicuramente una villetta con giardino, macchina, elettrodomestici, lavoro sicuro, reddito, spazio per tutti in Italia non c'è.

Secondo me la via del futuro è la vita di comunità tipo villaggio gandhiano, kibbutz, monastero, una specie di astronave in cui salire e vivere come membro della comunità, con riunione settimanale, referente, ambito di appartenenza, mansioni equamente ditribuite, sala mensa, sala giochi, lavanderia.

Mi piace l'immagine dell'astronave: invece che 1000 case per 1000 persone con 1000 lavatrici, 1000 macchine, 1000 televisori, 1000 fornelli, 1 sola casa astronave per tutti e 1000 con 1 lavanderia in comune, 1 mensa, 1 parco macchine. Si risolverebbero alla radice i problemi del controllo, della scarsità di risorse, dell'inquinamento, del consumismo, dell'isolamento.

Non è un valido modello sociale anche per i paesi di origine degli immigrati?

Oppure ritenete che si lascerà tutto all'improvvisazione giungendo a scontri razziali quotidiani, competizione selvaggia, lotta per le risorse, omicidi, e nel giro di due anni la polizia sparerà sui barconi d'immigrati come fossero imbarcazioni nemiche?

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